
Di Gu Byeong-mo
Autrice Sudcoreana – Ed. Mondadori 2021
ROMANZO – 216 pagg.
Un libro molto particolare, legato principalmente alla sequenza di immagini, che l’autrice vuole mostrare al lettore, da cui nasce la narrazione.
La scena si apre su una caotica situazione di folla. Uomini e donne stipati su un vagone della metropolitana di Seul. Una donna anziana, innocua e insignificante, legge la bibbia, accanto a lei, un vecchio rabbioso, discute animatamente con una ragazza che non gli cede il posto. Una voce segnala la prossima fermata. La massa di gente si muove per uscire, mentre altri spingono per entrare.
La vecchia signora, silenziosamente si posizione dietro al vecchio rabbioso, sfodera un coltello e colpisce alla schiena l’uomo… poi indisturbata lascia la stazione della metropolitana, mentre i soccorsi si attivano attorno all’uomo disteso per terra…
Artiglio, nome in codice, ha colpito ancora. Donna sessantenne, prossima alla pensione, lavora in una Agenzia di disinfestazione sociale, cioè omicidi per commissionane, con regole chiare: vietati gli omicidi nella sfera privata, non si tocca nessuno al di fuori dell’obbiettivo, non si chiede chi abbia commissionato l’omicidio…
Il testo è diviso in capitoli, scritto con frasi lunghe, parole serrate e salti di tempo che si susseguono con disinvoltura. Bella e promettente la scena iniziale, poi la storia si perde, tra mille parole e poche azioni…
Artiglio, ha dedicato la sua vita all’Agenzia, uccidendo con la precisione di un Artiglio affilato, senza scrupoli, a sangue freddo. Fino a quando non si ritrova sul viale del tramonto, un’anziana signora non più all’apice della carriera, e come tale, vede la vita da un’altra prospettiva.
Ed è qui che nasce il profondo cambiamento. Sentimenti sconosciuti gradualmente si affacciano nella mente dalla vecchia signora: la compassione e solidarietà per il prossimo, e l’amore per Inutile, il suo vecchio cagnolino, che vuole vedere felice anche dopo la sua morte.
Sentimenti “buoni” che non si adattano a una donna impegnata a uccidere, il risultato è il suo travaglio interiore e i numerosi problemi sul lavoro…
Un romanzo, giallo non giallo, dove gli omicidi sono un lavoro, declassati a routine, cosicché perdono mordente, mentre si esalta la nota di umanità dei personaggi, tutti ben descritti dall’ottima penna dell’autrice!
Bello, anche se mi aspettavo di più!!!
Mc. Pazzini
