
Di Emmanuel Carrère
Edito Adelphi 2013 – ROMANZO – 103 pagg.
Grado di interesse 9/10
L’Avversario è un romanzo-verità, un libro che parla al cuore, scritto magistralmente da un famoso giornalista-scrittore.
Un viaggio epistolare tra Carrère e Jean Claude, un uomo condannato a scontare l’ergastolo. Ma soprattutto, la pena più grande: capire sé stesso e l’orrore che ha commesso.
Il racconto punta subito al nocciolo della questione, con parole dirette l’autore descrive un apparente incidente domestico, causato dallo scoppio di una caldaia. In cui perdono la vita i componenti dell’intera famiglia del protagonista: moglie e due figli, mentre lui, il dottor Jean Claude Romand, giace in ospedale.
Ma non basta: a 80 km. di distanza i genitori dello stesso dottor Romand, sono stati uccisi nella loro casa, freddati a colpi di fucile. La polizia inizia le indagini, interroga parenti e conoscenti del dottor Jean Claude, tra questi il miglior amico dell’uomo, a cui le autorità rivelano senza preamboli che Jean Claude è sospettato di essere l’assassino… colui che la Bibbia chiama Satana: L’Avversario.
L’uomo, sconvolto da queste parole, cerca altre spiegazioni, anche se in cuor suo, sa che prima o poi, dovrà fare i conti con la terribile realtà: non soltanto la perdita di chi non c’è più, ma con la morte di una certezza: la totale fiducia che da sempre aveva riposto in un amico, la cui identità si rivela ora sconosciuta, corrosa dalla menzogna.
La sconvolgente scoperta dell’esistenza della doppia vita dell’amico Jean Claude.
Ecco il fulcro intorno al quale gira l’intero racconto, un uomo la cui vita è un castello di bugie, una sapiente costruzione di menzogne ben orchestrate. Da qui la domanda: fino a quando è possibile vivere con un fardello così pesante e soffocante?
Una storia appassionante e coinvolgente, ricca di piccoli e grandi interrogativi, che fanno riflettere. La vita e i legami che in essa nascono, tra persone unite da vincoli apparentemente sinceri e indissolubili.
La penna di Carrère vola sulle parole, che il lettore gusta e divora con trepidazione.
La voce narrante è quella del giornalista Carrère che incuriosito dal caso, realmente accaduto in Francia nel 1993, vorrebbe capire. Incontrare l’uomo e raccontare la Sua Storia, quella di un uomo che ha ingannato e poi sterminato la sua famiglia.
Scrive Carrère in una lettera: “non è il gesto di un criminale o di un pazzo, ma di un uomo spinto agli estremi da forze che non controlla… questo vorrei mostrare…”
Un testo che incanta e tiene inchiodati coloro che amano le storie al limite del reale, con risvolti psicologici su cui riflettere, ma al tempo stesso delitti inspiegabili su cui la polizia investiga con maestria.
Dal momento che i fatti non lasciano dubbi, la questione su cui si dibatte è: l’imputato aveva davvero intenzione di suicidarsi o anche il suicidio è stata una menzogna… mal riuscita?
Grazie all’autore per il bellissimo testo.
Ottima lettura!
Mc. Pazzini
