
Di Emmanuel Carrère
Ed. Gli Adelphi 618 – ROMANZO
139 pagg.
L’autore affida la narrazione a una voce fuori campo, calda e accogliente. Mentre, i brevi capitoli che si susseguono, danno un ritmo incalzante al racconto, tenendo il lettore con il fiato sospeso.
Si inizia, con la descrizione del viaggio del protagonista, Nicolas, in macchina con il padre. Destinazione finale, lo chalet di montagna, luogo scelto per “la settimana bianca” di classe.
“Dal sedile posteriore Nicolas lo vedeva solo di trequarti, la nuca tozza, infagottata nel bavero del cappotto. Quel profilo è quella nuca, tradivano ansia, e una rabbia amara, tenace…” un rapporto difficile, quello che si intravede, fin dall’inizio, tra padre e figlio… Un padre ingombrante, sgarbato e senza nessun riguardo per gli altri, compreso suo figlio. Per il quale… la settimana bianca sarebbe stata una prova terribile… A cominciare, da una grave dimenticanza: lo zaino del bambino, sbadatamente abbandonato, nel bagagliaio della macchina. Un esordio difficile, i riflettori della classe, si accendono su Nicolas, con battute e risatine, rivolte proprio a chi, ama passare inosservato!
Tra le righe della storia, aleggia un senso di paura, angoscia e inadeguatezza, che il bambino denuncia con poche parole, gesti e sguardi muti, nei confronti del padre, uomo duro e invadente, e dei compagni, di cui Nicolas teme il giudizio, e da cui si allontana…
“Nicolas… si girò più volte a guardare le orme dei suoi passi, profonde e soprattutto solitarie, prodigiosamente solitarie…” Una vita, costellata da incubi indicibili e di nessun conforto in cui sperare.
La penna dell’autore, racconta, con voce profonda, i sentimenti dei personaggi, rivelando, ciò che ristagna nel fondo all’anima di un bambino delle elementari, la cui angoscia viene perfettamente tratteggiata.
Lo stile scorrevole e accurato, lascia nel cuore del lettore un senso di pena e di impotenza, di fronte a situazioni difficili, inevitabile preludio, di malesseri interiori. Bellissimo libro, introspettivo, che scava nel profondo di una situazione paradossale, a cui il lettore rimane aggrappato avidamente, fino in fondo, un finale, a cui l’autore, non dà un finale, si intuisce, e basta… Così, come rimangono sommersi nell’ombra i luoghi in cui si svolge la storia. Solo una lunga autostrada deserta e uno chalet di montagna, sempre sommerso di neve e sempre avvolto dal freddo, in contrasto con il caldo accogliente che aleggia all’interno dello chalet…
Grazie all’autore. Consigliatissimo!!!!!!
Mc. Pazzini
