
di Friedrich Durremmatt
Adelphi Editore 2019 – GIALLO – 162 pagg.
La storia si svolge in Svizzera e inizia con un dialogo tra un ex comandante di polizia cantonale di Zurigo e uno scrittore di libri gialli:
“Voi scrittori ve ne infischiate. Voi non cercate di misurarvi con la realtà… ma costruite un mondo in cui tutto è spiegabile. Un mondo che può anche essere perfetto, ma è una menzogna…” dice, con voce risoluta, il vecchio comandante al giovane che ascolta con attenzione.
Il dialogo è netto e chiaro, con pochi fronzoli, mira alla sostanza, con minuziose descrizioni di luoghi e situazioni.
I due personaggi, sono in macchina, percorrono una lunga strada isolata, finché non si fermano a un distributore di carburante, il benzinaio, apparentemente sbronzo e inebetito, era un tipo strano!
Ma, l’ex comandante, spiega al giovane scrittore, che Matthai, questo il nome dell’uomo, era stato un grande investigatore… poi, traumatizzato da una brutta avventura di lavoro, aveva lasciato la polizia e acquistato il distributore, in un luogo sperduto, quasi fuori dal mondo.
Da qui parte la storia in flashback. Un orribile omicidio avvenuto anni prima nel bosco, in un giorno di pioggia, ai bordi di un tranquillo villaggio. Una bambina, vestita di rosso, era stata trovata morta, uccisa a colpi di rasoio.
Un ambulante di zona viene fermato dalla polizia e costretto a confessare. I contadini del villaggio, imbestialiti, volevano giustizia, biognava assolutamente trovare un colpevole.
Il commissario Matthai conduceva le indagini, con lui c’era anche il sostituto procuratore, intento a placare gli animi sempre più minacciosi “un silenzio irreale pesava su tutti, come se quel delitto avesse avvelenato il mondo” diceva la gente.
La voce narrante è quella dell’ex comandante che ripercorre il fatto, seguendo i suoi ricordi, a cui altri omicidi si intrecciano.
Una storia incalzante, forse surreale, sicuramente esasperata, ma scritta in modo magistrale, con un ritmo che non lascia spazio, che avvolge il lettore, fino all’ultima pagina e all’ultimo respiro. Finale a sorpresa, bello ma con qualche dubbio…
Buona lettura!
Mc. Pazzini
