
di Ismail Kadare
La nave di Teseo editore 2021 – ROMANZO – 336 pagg.
Prima edizione 1985/ in Italia 1991
Ismail Kadare è stato uno dei più importanti scrittori albanesi, durante il periodo del regime comunista. Nato nel 1936 e morto nel 2024 in Albania.
Di Kadere ho letto e recensito APRILE SPEZZATO altro bellissimo libro che descrive l’Albania e l’antica legge del Kanun.
La città di pietra, è un collage di frammenti di cronaca quotidiana, che traccia la storia del protagonista, un bambino albanese, nato e cresciuto in una città “di pietra” dove per un bambino era difficile diventare adulto. Siamo nella città di Girocaster in Albania, durante la seconda guerra mondiale tra l’occupazione italiana, i tedeschi ed infine la guerra partigiana.
“Era una città scoscesa, forse la più scoscesa della terra; aveva sfidato tutte le leggi dell’architettura e dell’urbanistica…”
L’autore porta il lettore nel quotidiano della vita cittadina, con dialoghi veloci e ben costruiti, che descrivono minuziosamente i personaggi con tutte le loro particolarità.
La storia inizia con un grande diluvio “la cisterna di casa, piena di gocce cadute dal cielo, deve essere svuotata per evitare che allaghi tutto…” fuori la notte aveva avvolto la città nel vento, nell’acqua e nella nebbia. Il protagonista, sepolto sotto le coperte, ascoltava la pioggia, mentre le strade, lastricate di pietra, erano frequentate da rari passanti.
L’autore insiste sui rapporti familiari, descritti in ambienti chiusi, in case di pietra, tristi e poco luminose, come le cantine dove la gente trovava rifugio dai bombardamenti, o in ambienti surreali, quale il mattatoio dove avvenivano terribili carneficine…
La narrazione si snoda lentamente, risultando a tratti noiosa, per riprendere poi, con maggior vigore attraverso sapienti descrizioni, che hanno il merito di dare plasticità alla storia.
I personaggi descritti, sono affreschi di volti senza nome, che guardano attoniti la città rimasta sola con le sue pietre… tra cui si aggirano presunte streghe, impegnate in losche attività di magia! Pratiche che appartengono al patrimonio folcloristico del popolo, e hanno il preciso intento di distogliere l’attenzione della gente dai grandi problemi, quali: guerra, morti e devastazione, cioè dalla paura che aleggia su ogni cosa.
Bellissimo testo, che illustra con dovizia di particolari un mondo ormai lontano!
Mc. Pazzini
